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NORCHIA ETRUSCA e ROMANA

STORIA DELLA CITTÀ IN EPOCA ETRUSCA e ROMANA

Dall’epoca preistorica, fino a quella medievale, il comprensorio di Norchia fu frequentato e abitato a più riprese.

 

ETA’ PREISTORICA

Le attestazioni più antiche della frequentazione di Norchia, fino ad ora rinvenute, vanno ricercate a partire dal Paleolitico Superiore, grazie al ritrovamento di un antico riparo presso il Biedano, fino all’età del Bronzo Medio-Tardo per il rinvenimento di alcuni materiali archeologici sul pianoro del Casalone.

Nell’Età del Ferro il sito sembra temporaneamente abbandonato per poi tornare a fiorire in epoca etrusca a partire del VI – V secolo a.C., come dimostrano importanti testimonianze abitative e funerarie.

 

ETA’ ARCAICA

Dal il VI-V secolo a.C. l’area di Norchia vede la costituzione del centro abitativo etrusco, inizialmente di forma modesta, anche come conseguenza della nascita e costituzione dei primi itinerari viari che la collegheranno ben presto a siti importanti come Tarquinia e Tuscania, passando per Blera.

ETA’ ELLENISTICA

Però è a partire dal IV secolo a.C. che Norchia assume una posizione importante all’interno dell’Etruria interna, divenendo la base dell’espansione politico-militare di Tarquinia in direzione di Viterbo, del Tevere e dell’agro falisco, ruolo che conserva fino alla Lex Iulia.

Premessa a questa nuova fase della vita di Norchia, è la conquista tarquiniese del bacino del Biedano (intorno al 360 a.C.), che permise a Tarquinia di guadagnare una vastissima riserva di terre agricole. Norchia fu probabilmente la base strategica della penetrazione tarquiniese verso l’interno del paese e grazie alla sua posizione strategica, all’interno di questa rete di comunicazione, conquisterà in breve tempo un ruolo importante e di privilegio.

La metà del III secolo a.C. segna il lento declino di Norchia, all’interno di un processo costante e continuato di crisi economica e politico-sociale che investe tutte le cittadine etrusche a partire da quelle più importanti come Tarquinia, Cerveteri, Veio, che si concluderà con la conquista da parte dei romani, probabilmente in maniera relativamente pacifica, e che porterà alla successiva ed inevitabile romanizzazione della popolazione.

ETA’ ROMANA

Nel corso del II secolo a.C. Norchia si uniformerà alle leggi romane e diventerà come un qualsiasi altro castellum, sempre inserito all’interno del territorio dell’agro tarquiniese.

Difatti ci sono importanti testimonianze che si riferiscono a personaggi come Ti. Terentius e C. Clodius Thalpius, probabilmente proprietari di fundi nella zona, che finanziano la realizzazione di un ponte di pietra sul Biedano e un mausoleo a forma di torre, la cosiddetta Torraccia.

Per quanto riguarda le tombe, quelle investigate hanno restituito oggetti e confermato la frequentazione dell’abitato almeno fino all’età Giulio-Claudia.

 

Norchia si ripopola tra l’VIII e il IX secolo d.C., prima come insediamento fortificato di confine della Tuscia longobarda, poi come luogo di rifugio della popolazione costiera minacciata dalle incursioni saracene. Entrata a far parte del territorio della Chiesa, fu rifondata come Castrum da Adriano IV, poco dopo la metà del XII secolo. Di questa epoca sono gli imponenti ruderi della Chiesa romanica di San Pietro e del castello della famiglia Di Vico, oltre a innumerevoli grotte utilizzate come abitazione, insieme a pestarole, colombaie, ecc.

Per approfondire puoi consultare la Bibliografia di Norchia.