b

NORCHIA DAL MEDIOEVO ALL’ETA’ MODERNA

FIORITURA ALTOMEDIEVALE

 

775

in un documento di età longobarda Orcla è gratificata con il nome di civitas, alla stessa stregua delle città vescovili di Tuscania e di Bieda (Viterbo e Corneto sono castra o castella, Forum Cassii e Ancarano sono massae); nell’ambito della vastissima diocesi tuscaniese, che andava dal Fiora al Mignone, Orcla sembra essere l’unica civitas dopo il capoluogo; non avendo dietro di se la base demografica e la struttura organizzativa assicurata ad altri centri dai preesistenti municipi romani, è lecita l’ipotesi di un afflusso di popolazione dall’esterno, specialmente da Tarquinia, allora in evidente regresso per la ricerca di sedi interne più sicure (abitati su alture).

 

940

Orcla aveva un proprio territorium (come ogni civitas o castrum importante), confinante con quelli di Tuscania, Corneto, Bieda e Viterbo; la giurisdizione e la proprietà erano per lo più del vescovo di Tuscania (altri proprietari: l’abate di Farfa e, in misura minore, l’abate di S. Salvatore all’Amiata).

DECADENZA

 

940-1150

vuoto di documentazione coincidente con un periodo di profondo decadimento di Orcla: la popolazione rifluisce verso la Cassia, alimentano la rapida ascesa di Corneto, Viterbo, Vetralla; alla metà del secolo XII il luogo è detto desertum ed è accerchiato da consolidati dominii feudali (Respampani, Salce, Petrignano, Vetralla, Luni, Cassolibrandi), tutti possedimenti di una sola famiglia, i conti di Vetralla e di Bisenzio, i più potenti della Tuscia laziale; Orcla dovette inevitabilmente cadere (almeno di fatto), sotto la loro soggezione.

 

 

RINASCITA CON FUNZIONE STRATEGICA

 

1150-1200

nel cinquantennio che va da Eugenio III (1145-1153) ad Innocenzo III (1198-1216), la lotta contro il potere baronale, come premessa alla creazione di un’autorità statale, è uno dei fili conduttori della politica dei papi nella Tuscia: Orcla assume una funzione strategica ben precisa, diversa da quella assolta nel primo Medioevo.

 

1157-1158

Adriano IV (1154-1159) rifonda Orcla come castrum, il sito fu ripopolato e fortificato con mura e torri, non sine multis expensis.

 

1187

Orcla è tenuta militarmente da Viterbo che godeva dell’appoggio imperiale.

 

1198-1216

con l’avvento di Innocenzo III inizia per Orcla un lungo periodo di stabile dominio papale.

 

1228

dopo la morte di Innocenzo III, tentano di approfittare della situazione i romani che, essendo in guerra con Viterbo, cominciano ad attuare un programma di rivendicazioni territoriali ai danni dei centri vicini, sempre nel contesto della “rivoluzione antipapale” (ancora in pieno svolgimento).

 

1234

Orcla viene dichiarata castellania inalienabile da Gregorio IX, e con apposita bolla, vennero fissate le antiquitas consuetudines del governo della città.

DECADENZA

 

XIV secolo

assenti i papi dall’Italia, inizia per Orcla un periodo di decadenza a causa delle lunghe lotte che i Di Vico condussero per crearsi un proprio stato signorile.

 

1364

nel Patrimonio fatto redigere dall’Albornoz, Orcla è classificata come “rocca” e non più come castrum, segno che la popolazione aveva in gran parte disertato il luogo.

ABBANDONO

 

1416

nei documenti Orcla è classificata come tra le terre distructe et inhabitate.

 

1435

il papa ordinò ai viterbesi di “scarcare” il castello (con una spesa di oltre 100 fiorini d’oro); il castello,ormai militarmente antiquato, fu smantellato perché la Chiesa riteneva di non averne più bisogno e si voleva evitare che servisse i rifugio ad altri; il nome di Orcla restò ad un vasto latifondo demaniale.

 

1486

la tenuta di Orcla passa in buona parte al Convento domenicano di S. Maria in Gradi di Viterbo, cui appartenne il celebre frate Annio; la “Dogana” pontificia, nel 1559 riconobbe ai vetrallesi alcuni diritti su di essa: nacque così una distinzione tra una Norchia vetrallese e una Norchia viterbese.

 

XVIII

la tenuta risulta data in enfiteusi per intero a privati e nessuna miglioria viene apportata al fondo.

 

Ultimo dopoguerra: il latifondo è in gran parte espropriato ed affidato all’Ente Maremma, che ne ha appoderato le località Pia delle Vigne e Pontone di Mazzarotto.

Per approfondire puoi consultare la Bibliografia su Norchia (in costante aggiornamento) e la sezione su Norchia etrusco-romana.