Natura e biodiversità

Natura e biodiversità

La necropoli di Norchia

Aspetti naturalistici e biodiversità

di Mauro Presciutti

L’area che ospita la necropoli di Norchia si estende principalmente lungo il corso del torrente Biedano e dei suoi affluenti principali, il Fosso dell’Acqua Alta e il Fosso delle Pile. Il passaggio dei tre corsi d’acqua ne disegna nel tempo le caratteristiche morfologiche, tipicamente dalla struttura a forra in alcuni tratti molto ripida, lungo le cui pareti è ospitata la necropoli e le strutture ad essa correlate.

Queste caratteristiche ne determinano anche i tratti di area tipicamente mediterranea sia dal punto di vista climatico che da quello della biodiversità. A livello generale il territorio di Norchia può essere inquadrato su due filoni principali abbastanza differenziati fra loro: la parte pianeggiante, asciutta e ventilata, situata sulla sommità della forra e la parte bassa, umida e sviluppata al livello dei tre corsi d’acqua principali.

Macchia Mediterranea

 

La parte più alta del complesso della necropoli di Norchia si sviluppa dalla sommità dei profondi canyon scavati dai torrenti e prosegue verso il basso lungo gli imponenti costoni tufacei. Dai limiti delle ampie pianure circostanti, destinate principalmente alla nocciolicoltura e al pascolo, iniziano boschi che, grazie alla posizione soleggiata e ventilata, assumono tratti tipicamente mediterranei. Le caratteristiche geologiche del terreno unite al clima spesso arido in estate, fanno si che le specie arboree presenti non raggiungano grandi dimensioni e crescano unitamente ad un ricco sottobosco.

I boschi che circondano la necropoli sono dominati dagli alberi del genere Quercus, in particolar modo dal Leccio (Q. ilex) e dalla Roverella (Q. Pubescens), con la presenza meno frequente di altre specie come la Sughera (Q. Suber). Il sottobosco, come detto molto sviluppato, è invece caratterizzato da un’ampia varietà di specie come il Pungitopo (Ruscus Aculeatus), alcune ericacee, il Rovo (Rubus ulmifolius) e la Rosa Canina. Raro ma presente il Ginepro (Juniperus L.). In autunno, o sul finire di estate molto umide, in tutta l’area è facile incontrare funghi commestibili del genere Boletus.

Dal punto di vista della fauna questo tipo di areale è molto ricco, complice anche la disponibilità d’acqua a breve distanza. Gran parte dei mammiferi presenti, come il Cinghiale (Sus scrofa), la Volpe (Vulpes vulpes), il Tasso (Meles meles) e l’Istrice (Hystrix cristata) si muovono soprattutto di notte alla ricerca di cibo per poi rifugiarsi nelle tane costruite nella vegetazione più intricata. Durante il giorno invece risuona lungo la valle il canto di numerosi uccelli fra cui il Fagiano (Phasianus colchicus), la Ghiandaia (Garrulus glandarius) e diversi tipi di Falchi la cui popolazione è notevolmente accresciuta nel corso degli ultimi anni.

In queste zone sono presenti anche numerosi rettili come la Vipera (Vipera Aspis) e il Biacco (Hierophis viridiflavus) e non è raro incontrare bellissimi esemplari di Tartaruga Terrestre (Testudo Hermanni).

Ambiente acquatico

 

La parte bassa della Necropoli, quella a stretto contatto dei corsi d’acqua principali, è notevolmente diversa dalle aree boschive sovrastanti. I valloni profondi fanno si che la ventilazione e il soleggiamento siano abbastanza limitati e l’umidità è elevata durante tutto l’anno. Il corso d’acqua principale, il Biedano, risulta molto ricco di pesci e anfibi e lungo le sue sponde crescono imponenti esemplari di Pioppo (Popolus L.) e Carpino nero (Ostrya carpinifolia). In queste acque sono molto diffusi il Cavedano (Squalius cephalus) e il Vairone (Telestes muticellus) e spesso, soprattutto in estate, è facile intravedere grosse Carpe (Cyprinus carpio) in cerca di cibo nelle acque più basse. Il Biedano ospita anche il Barbo Canino (Barbus caninus), un pesce ormai raro in tutta la penisola.

Dalla primavera fino all’inizio dell’autunno in tutta l’area si assiste a spettacolari fioriture di numerose specie erbacee sia di campo che prettamente acquatiche come il Tasso Barbasso (Verbascum thapsus) e la Digitale Purpurea (Digitalis purpurea). Questa notevole ricchezza floreale attira innumerevoli insetti fra cui Bombi (Bombus pratorum), farfalle come il Macaone (Papilio machaon) e libellule fra cui la spettacolare Calotterice Vergine (Calopteryx virgo).

Norchia rappresenta quindi un’area estremamente interessante sotto diversi punti di vista, non ultimo quello naturalistico. La lontananza dai centri abitati ne ha favorito la conservazione e ad oggi la qualità delle acque e dell’ambiente circostante è ancora molto buona. Questo territorio, grazie alla sua diversità insita, si presta a diverse attività all’aria aperta ma va affrontato e vissuto per quello che è, un luogo selvaggio che va preservato ma soprattutto rispettato.

Mauro Presciutti

 

Laureata magistrale in Archeologia e Storia dell'arte. Tutela e valorizzazione. Specializzata in Informatica applicata ai beni culturali, in particolare GIS (Geographical Information System) e promozione dei beni culturali in qualità di Social Media Manager. Fotografa amatoriale e Archeologa subacquea praticante.

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